Ecco
il cibo anti-cancro
By: Umberto Veronesi
Fonte: larepubblica.it
Cibi come farmaci, alimentazione come scudo contro le malattie.
La genetica, che ha condotto la nostra mente fino alle strutture
più complesse della biologia, allo stesso tempo ci ha aiutato
a riscoprire l'immenso potenziale della natura.
Nelle sue forme più banali e conosciute, come una pianta
o un frutto, e la sua tendenza originaria, fortissima, a proteggere
e perpetuare la vita. La lettura del DNA è una scoperta ed
insieme un ritorno alle origini. E così oggi la scienza ci
conferma che alcuni degli strumenti più efficaci per proteggerci
da malattie gravi, come il cancro, si celano nei gesti quotidiani
e antichi, come sedersi a tavola. Lo ricorda quest'anno l'appuntamento
AIRC domani in 2700 piazze italiane con le Arance della salute.
La ricerca scientifica negli ultimi anni, grazie alla scoperta dei
geni che sono comuni a tutti gli esseri viventi, si è alleata
sempre più strettamente alla natura, imparando a valorizzarne
le intrinseche capacità di difendere la salute dell'uomo.
Per questo la contrapposizione culturale fra "biologico",
collegato alla natura, e "artificiale" collegato alla
scienza, è superata ed è destinata a sparire. L'obiettivo
della ricerca scientifica è armonizzare natura e uomo, per
evitare le dissonanze e gli errori, quali sono appunto le malattie.
Ho sempre sostenuto che il cancro è un incidente, un danno
che si produce a carico dei nostri geni, un errore di programmazione
che destabilizza il sistema perfetto del nostro corpo. Molti di
questi danni derivano da ciò che mangiamo ed da lì
che dobbiamo partire. Studiando l'alimentazione innanzitutto abbiamo
capito come agisce il cibo sul nostro corpo scoprendo che ciò
che mangiamo regola il metabolismo, cioè attiva o disattiva
in noi la produzione di un insieme di sostanze, come gli ormoni
ad esempio, che nel tempo influenzano il nostro stato di salute
fisico e mentale.
Poi abbiamo scoperto come il metabolismo si lega ai nostri geni:
per esempio abbiamo trovato come alcune molecole dei cibi siano
capaci di agire sul DNA per bloccare lo sviluppo dei tumori. Ora
siamo a un passo più in là. Stiamo studiando come
certi cibi, da soli o in associazione a farmaci possono impedire
lo sviluppo di alcune malattie o come possiamo, se già la
malattia esiste, personalizzare le dosi dei farmaci in rapporto
agli alimenti presenti nella dieta del malato. Stiamo scoprendo
la potenza di sostanze derivate dalla natura, a bassa tossicità
e poco costose: la catechina presente nelle foglie del tè,
il resveratolo contenuto nel vino rosso, il licopene del pomodoro.
Sappiamo che in alcuni cibi si trovano principi attivi curativi,
veri farmaci, che fanno pensare a un utilizzo terapeutico dell'alimentazione.
Anzi già lo facciamo consigliando ad esempio un certo tipo
di dieta per migliorare gli effetti delle terapie farmacologiche
o radianti e ridurne i danni all'organismo nel suo insieme. O ancora
certi alimenti diventano dei modelli a cui ispirarsi per trovare
nuovi farmaci. E' il caso della "molecola della buccia d'arancia".
E' in fase avanzata di studio una nuova categoria di farmaci anti-cancro
a base di molecole costruite sul modello molecolare degli olii essenziali
delle bucce d'arancia. Questi nuovi farmaci potrebbero curare il
tumore della prostata e prevenirlo nella popolazione maschile a
maggior rischio di sviluppare la malattia per familiarità.
Ma non dobbiamo aspettare il futuro per proteggerci di più
con la semplicità di una buona alimentazione. Non ci vuole
una rivoluzione delle nostre abitudini né una frustrante
rinuncia al piacere del cibo rispettando la varietà.
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