La vera rovina
del fumatore
E ora, che cosa facciamo con le informazioni
in nostro possesso? Come minimo
impegniamoci in qualche riflessione
in più e, se già ne facevamo, costringiamoci a qualche
ragionamento di maggior spessore. .
Smettere di fumare è difficile per la gran parte dei fumatori
e chi ha alle spalle innumerevoli tentativi sa bene di cosa sto parlando.
Ma difficile non vuol dire impossibile. Difficile può anche
voler dire che, per superare un ostacolo, è richiesto un maggior
impegno o uno sforzo straordinario.
Vale veramente la pena smettere di fumare. In fondo cè
talmente da guadagnare che molte persone, quando riescono a farlo,
sperimentano un vero e proprio periodo di rinascita. Lostacolo
maggiore è sempre lastinenza. Il periodo più difficile
sono le prime due, tre settimane. Ma questo può variare da
persona a persona e da innumerevoli fattori (età, grado di
dipendenza, costumi, lavoro, ecc.).
Quando deciderai di fumarti lultima sigaretta, dovrai immaginare
lastinenza come una di quelle persone ben vestite, educate,
di buone maniere e con sorriso gentile, che impugna però un
coltello nascondendo la mano dietro la schiena, pronta a sferrare
la pugnalata. Lastinenza è così: ti tenta ripetutamente,
ti racconta qualche bugia del tipo dai, solo una, per
farti ricadere nella trappola. Si tratta di una seducente istigazione
da non sottovalutare: a volte, anche a distanza di molto tempo, basta
cedere ad una piccola voglia, ad una sigarettina, per
ricadere nella tossicodipendenza. E ogni volta che ci ricascherai
sarà più difficile uscire dal circolo vizioso!
LA NICOTINA CREA DIPENDENZA, LE OLTRE 3500 SOSTANZE PRESENTI NELLA
SIGARETTA AVVELENANO IL TUO CORPO, LA PAURA DI CONTRARRE GRAVI MALATTIE
TI SEGUE COME UNOMBRA, LOSTRACISMO DEI NON FUMATORI TINFASTIDISCE.
Ma la vera tragedia del fumatore, la condizione che più ne
devasta lesistenza e lo turba, consapevolmente o inconsapevolmente,
è:
LA MANCATA LIBERTÀ DI DECIDERE. QUESTA È LA TUA ROVINA!
Quando sei costretto a fare cose che altri decidono per te, la tua
vita e la tua stessa serenità mentale sono in pericolo. Non
sto affermando che senza libertà non puoi vivere. Puoi sicuramente
continuare ad esistere ma
come schiavo, non come persona libera.
La libertà è assolutamente il bene più prezioso
e importante di ogni persona! In verità, è ancor più
importante della salute. Quando si è schiavi di una sigaretta,
la propria libertà personale è in parte compromessa.
Ciò che più infastidisce il fumatore è sapere
che qualcosa lo comanda, obbligandolo ad agire come mai vorrebbe!
Fumare diventa unazione obbligata, una coazione a ripetere:
non è una libera scelta come molti ostinatamente continuano
a sostenere. I piccoli o grandi tentativi di smettere di fumare per
sottrarsi alla schiavitù, si susseguono, ma alla fine il fumatore
alza bandiera bianca: non riuscendo a vincere la sfida, getta la spugna
e la rassegnazione prende il sopravvento. Questa rassegnazione diventa
la condizione normale del fumatore, unulteriore
repressione a cui si adatta. Se hai il vizio di fumare lo sai: ogni
volta che ti accendi una sigaretta non decidi liberamente ma, per
non sembrare uno schiavo, sei obbligato a sostenere il contrario.
Non sto esagerando, anzi! È difficile descrivere solo a parole
la portata e la serietà del problema. Potrà forse apparire
meno grave perché le persone si rassegnano a quella disgraziata
condizione non intravedendo alcuna possibile via duscita. Il
fumatore non è libero di accendersi la sigaretta quando vuole:
è il meccanismo dipendenza/astinenza a scandire il tempo. Se
avesse la libertà di fumare quando lo desidera e non quando
gli è imposto, probabilmente ne fumerebbe una ogni tanto o,
quasi certamente, non fumerebbe. Ma il fumatore non è libero
e continua ad accendere quel tondino bianco perché è
schiavo.
Ho conosciuto anni fa un signore che, dopo ogni sigaretta fumata,
prometteva a se stesso ed agli amici di togliersi il vizio: Questa
è l'ultima, diceva sempre. Ma puntualmente, dopo pochi
minuti, tornava a riaccenderne unaltra. Questo teatrino andò
avanti per molti anni. Un giorno mi confidò di come il vizio
del fumo e lincapacità di liberarsene, stessero rovinando
la sua esistenza anche per le ripercussioni che avevano in altri ambiti
della sua vita. Mi disse che era disposto anche a pagare una grossa
somma di denaro per uscire da quella situazione, ma che aveva ormai
perso ogni speranza. Questa persona e molte altre ancora, mi hanno
fatto riflettere confermandomi che la principale frustrazione vissuta
dal fumatore è la mancata libertà di poter diventare
un non fumatore, limpossibilità di poter decidere se
e quando accendersi una sigaretta.
Liberarsi dalla schiavitù del fumo non è facile e lo
dimostra il numero elevato di persone che sono schiave del tabacco.
Libertà vuol dire: decidere se fare o non fare una cosa, se
assumere o non assumere una sostanza, se andare o non andare in una
direzione. Essere obbligato a fumare è una schiavitù.
La vera rovina del fumatore, intesa come ciò che più
gli sta distruggendo la vita, che lo turba maggiormente nella sua
intimità in merito al vizio del fumo, è la mancata libertà
di decidere, di fare, di essere. Si può essere schiavi di molte
cose: di una malattia, di una situazione negativa, di una persona,
di unidea, della mancanza di denaro
Per un fumatore la
mancata libertà e la dipendenza dal vizio del fumo costituiscono
una vera condanna.
(Continua nel libro)
http://www.direaddioalfumo.it
|
|
|